Reincarnazione nell’induismo

di Marina Commenta

L’Induismo è una religione diffusa in ottantaquattro paesi tra cui il Nepal e lì è la religione di Stato. Questa religione non ha avuto un fondatore ed è quindi difficile darne una datazione di nascita. Si pensa però che sia un moviemnto nato attorno alla prima metà del 1000 a.C.

Si è sviluppato nel subcontinente indiano utilizzando la religione che vi era lì e cioè quella vedica. Gli dei Vedici sono entrati a far parte del panteon induista perdendo però il posto di primo piano e diventando guardiani delle vie del cielo.

Gli induisti chiamato il ciclo della rinascita Samsara e attraverso questo cambiano la loro condizione spirituale. Quando l’anima lascia il corpo ormai morto sosta per tre epoche e poi migra verso il suo nuovo corpo.

La forma dell’essere vivente che andranno a prendere dipende dal karma, ovvero più hanno fatto azioni etiche nella vita precedente più la loro condizione migliora. Azioni negative fanno peggiorare.

La società induista è divisa in caste proprio per il motivo del Samsara e del Karma. L’Induismo è un cammino verso la conoscenza e la salvezza che deve superare l’ignoranza. Questa salvezza alla fine porterà alla liberazione finale nella quale l’anima (atman) staccatasi dal corpo e dal mondo, si riunirà al brahman, l’assoluto e anima del mondo.

Una vita dopo l’altra ci si avvicina all’Assoluto. Le Upanishad sono le scritture dell’Induismo e una, che personalmente ritengo molto bella, dice così:

“Tu sei la donna. Tu sei l’uomo. Sei l’ape blu e la verde farfalla dagli occhi rossi. Il lampo che ti è figlio. Sei le stagioni e i mari. Sei il tutto, sei l’onnipresente; tutto ciò che è, è scaturito da te”.

Il concettto di queste parole è che l’uomo, in quanto essere spirituale, è parte della natura e di tutte le cose in quanto Creatore. Il Samsara finisce quando l’anima ha raggiunto il Brahman e la conoscenza, oltre al massimo livello etico.

(fonte: Enciclopedia delle Religioni)

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